Foibe

Si potrebbe anche distinguere tra le foibe e l’esodo subito con dolore e magari capire che gli infoibati furono anche frutto di regolamenti di conti e non di un piano di pulizia etnica.

Perchè sul numero degli infoibati la storiografia è divisa: “si parla dai 500 ai 50.000 morti”?

Il Cuore Nel Pozzo CASO DI REVISIONISMO MEDIATICO:

http://youtu.be/uArbIvpgu4c via @YouTube

E perché si parla di foibe e non si parla delle rappresaglie naziste in Istria che produsse un numero di morti cinque volte superiore?

http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=20327

Dove sta la verità?


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“Foibe” italiane

Foibe, lo ricorderò, significa anche pulizia etnica e politica, l’uccisione di persone (e molti erano italiani, in buona parte civili): a centinaia nel 1943 e a migliaia nei mesi di maggio e giugno 1945 in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia per mano dell’esercito titino. Le Foibe, insieme all’esodo dalmata, rappresentano una tragedia sovranazionale a lungo rimossa in Italia, con ampie responsabilità della sinistra, quella comunista in particolare. E bene ha fatto il Governo italiano a decretare il 10 febbraio “Giornata del Ricordo” (Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004), per «ricordare l’orrore delle Foibe, per ricordare queste voragini rocciose utilizzate in seguito alla seconda guerra mondiale per “infoibare” molti italiani, sia fascisti che antifascisti», dunque persone con storie diverse.
Poiché nulla va dimenticato, nemmeno il martirio egualmente agghiacciante delle popolazioni civili nei territori occupati dalle truppe italiane (una fascistissima pagina, vergognosa e criminale, della storia italiana, una vergogna che lambisce e macchia le stesse recenti missioni “di pace”), a quando una giornata anche in ricordo o effimera riparazione dei crimini italiani in Cirenaica, nel Corno d’Africa, in Grecia e nel resto dei Balcani?

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Autore: Maurizio Marzano

Nato nell'anno in cui il primo uomo viaggiò nello spazio, non contento dei vecchi orizzonti sperimento nuove frontiere. Attività scout da ragazzo (1972-1980), scout per sempre. Un'esperienza mai conclusa, non fine a se stessa. 7 anni remoti, quasi sepolti sotto una vita ogni volta differente, ma riscoperta "uniforme" in questo spirito di servizio, con la voglia di rimboccarsi le maniche con ottimismo. Non sono solo ideali, ma azioni concrete. L'impegno sociale e politico non può essere un'aspirazione e solo un ideale, bisogna agire.