World Thinking Day 2020

Messaggio della Capo Guida e del Capo Scout per il #WTD2020

“Tutti gli Scouts devono saper fare i nodi. Fare un nodo sembra una cosa molto semplice, però c’è il giusto modo di farlo, e ci sono nodi sbagliati, e gli Scouts devono conoscere la maniera giusta. Una vita può dipendere da un nodo ben fatto. Il nodo ben fatto è quello che resisterà ad ogni sforzo e che potrà venir disfatto quando lo si desidera”.

(B.-P., Scoutismo per Ragazzi, 8a Chiacchierata al Fuoco di Bivacco)

https://www.agesci.it/2020/02/20/Messaggio-della-Capo-guidia-e-del-capo-scout-per-il-wtd2020/

Smisurata preghiera

Era il 1996 e il grandissimo Fabrizio De André pubblicò l’album “Anime Salve”, scritto a quattro mani con l’amico e collega Ivano Fossati.


De André ha lasciato questo mondo nel 1999 e noi abbiamo ancora bisogno di ritrovare la nostra “umanità” soprattutto attraverso le parole di questo poeta e cantastorie del Novecento. Un discorso e una canzone che ancora adesso sono molto attuali. 
Durante un concerto, Faber decise di spiegare il senso di “Smisurata Preghiera”, brano che, non a caso, è l’ultima canzone dell’album “Anime salve”.
Disse allora Fabrizio: “è una specie di riassunto dell’album stesso; è una preghiera, una sorta d’invocazione… un’invocazione ad un’entità parentale, come se fosse una mamma, un papà molto più grandi, molto più potenti. Noi di solito identifichiamo queste entità parentali, immaginate così potentissime come una divinità; le chiamiamo Dio, le chiamiamo Signore, la Madonna. In questo caso l’invocazione è perché si accorgano di tutti i torti che hanno subito le minoranze da parte delle maggioranze.
Le maggioranze hanno la cattiva abitudine di guardarsi alle spalle e di contarsi… dire “Siamo 600 milioni, un miliardo e 200 milioni…” e, approfittando del fatto di essere così numerose, pensano di poter essere in grado, di avere il diritto, soprattutto, di vessare, di umiliare le minoranze.
La preghiera, l’invocazione, si chiama “smisurata” proprio perché fuori misura e quindi probabilmente non sarà ascoltata da nessuno, ma noi ci proviamo lo stesso.”

Gli scout in Sicilia sono ancora sotto attacco

E’ successo ancora una volta, anzi due.

Dopo i tre episodi degli ultimi mesi, nuovi atti di devastazione e istigazione al’odio si sono verificati a Belpasso e a Noto, dove sono apparse anche scritte antisemite.

Oggi – 27 gennaio 2020 – a 75 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, chi vuole dimenticare quel passato di orrori e anzi ripropone quei simboli di morte?

Non credo a chi dice che si tratta solo di atti vandalici fatti da teppisti perditempo. A questo proposito giova ricordare la storia precedente a quel fatidico 1945.

Infatti è di circa 100 anni fa la nascita dello squadrismo fascista, che manifestava la propria presenza in modo più appariscente ma causava danni e devastazioni simili a quelle siciliane di oggi.

Chi faceva parte di questi gruppi erano persone abbandonate allo sbando dopo la prima guerra mondiale e che stavano soffrendo la crisi economica italiana di quel periodo. La loro esistenza faceva comunque comodo ai potenti dell’epoca e questi bei soggetti furono in breve tempo assorbiti nei ranghi di quel fascismo che li usò come strumento della propria affermazione per acquisire potere ed andare al governo con la forza e la prepotenza.

Non possiamo dimenticare questi antefatti se vogliamo evitare che la storia possa ripercorrere queste strade.

Il video integrale di Liliana Segre al teatro Arcimboldi di Milano

Lunedì 20 gennaio 2020 Liliana Segre è stata nel capoluogo lombardo in occasione del ventesimo anniversario della Giornata della Memoria.

Al teatro degli Arcimboldi di Milano, la senatrice a vita, davanti ad oltre 2000 studenti ha portato la propria testimonianza e il ricordo della deportazione nel campo di Auschwitz.

Alcuni passaggi del suo discorso.

  • “Rinunciando alla vendetta sono diventata libera”
  • “Amo la vita nonostante gli odiatori”
  • “Mi dispiace da matti avere 90 anni e avere così pochi anni davanti. La vita mi piace moltissimo, anche se gli odiatori mi augurano la morte ogni giorno”
  • “Vita è una parola importantissima che non va dimenticata mai, perché non si torna mai indietro. Non bisogna perdere mai un minuto di questa straordinaria emozione che è la nostra vita”.
  • “I nazisti ad Auschwitz erano i bulli di allora, i bulli bisogna compiangerli, è più forte la vittima del bullo stesso. È il bullo che va curato, non la vittima e la vittima deve essere più coraggiosa e denunciare, mentre chi sta intorno non deve essere indifferente e stare con il bullo che sembra più forte”

Standing ovation per lei.

Link al video sul sito del Corriere della Sera

Il Capitano

Questa la trovo geniale, drammaticamente geniale.

Forse parlando di calcio anche l’italiano medio legge e capisce…

C’è il capitano di questa squadra di calcio che a un certo punto della partita, al 15esimo minuto, quando la sua squadra è in vantaggio per ben 2 reti a 0, prende la palla in mano e dirigendosi verso lo spogliatoio urla:

“Basta. Abbiamo vinto noi. La partita finisce qui. Passiamo alla prossima”.

Gli altri restano di stucco: “Ma che stai facendo?!” gli domandano.

“Come che sto facendo? Me ne vado. Abbiamo vinto. Siamo in vantaggio per 2 a 0. Quindi abbiamo vinto. Voglio giocare la prossima partita”.

“Ma hai vinto cosa?! Mica è finita la partita. Manca ancora un’ora e un quarto. Le partite di calcio durano 90 minuti, mica 15. E’ la regola”.

“Ecco qua, i professoroni e le regolone dei professoroni. I 90 minuti dei professoroni. Uh che paura. Uè. Guarda che io non ho paura bello mio. Io sono un uomo libero. Hai capito? Libero. E non ho paura di giocare un’altra partita”.

“Ma che cazzo c’ent…”

“Io l’unica regola che conosco è quella dello stadio. E’ quella dei nostri tifosi reali, i tifosi re-a-li che pagano il biglietto, e che lavorano, che stanno in ufficio, che stanno in fabbrica, che fanno la mamma e il papà. Anche a ferragosto. E i tifosi sono con me. 60mia tifosi sono con me. Lo stadio re-a-le è con me. Non lo senti come esulta? Non lo senti come vuole la nostra vittoria?”

“Veramente solo la tua curva è con te (grazie al cazzo), e non mi pare che la tua curva rappresenti tutto lo stadio”.

“Non è solo la mia curva”.

“Certo, anche parte della tribuna ha iniziato a fare il tifo per te, non lo nego, perché pensa che la tua squadra in questi 15 minuti abbia giocato bene. Ma se il tuo gioco fosse stato tutto un bluff? Se tu in realtà non avessi nelle gambe i 90 minuti? Se tu avessi deciso di dare tutto nei primi 15 minuti, andare in vantaggio, e poi fermare la partita proprio perché sai che se la partita fosse durata più di 15 minuti sarebbe venuta fuori tutta la tua reale impreparazione? Tutto il tuo bluff? E’ per questo che le partite durano 90 minuti. Sempre. E per tutti”.

“Bibbiano”.

“Eh?”.

“Bibbiano, Renzi, Boschi, sono un uomo libero, io non mollo, troppi stranieri nel nostro campionato. Il cuore immacolato di Maria. Stadio. tifosi. I miei figli. Nonni. Nutella”.

“Eh? Ma che ca…. ma stai bene? Stai dicendo cose a caso. Sembri impazzito”.

“Ah sono impazzito? Sol perché amo la Nutella sono impazzito? Sol perché affido i miei tifosi al Cuore Immacolato di Maria sono impazzito? Non posso credere al cuore Immacolato di Maria? A Gesù? A San Giovanni Paolo? A Padre Pio?”.

“Ma che…”

“La verità è che voi avete paura della prossima partita. Avete paura dei tifosi. Io non ho paura dei tifosi. Io non ho nessuna paura a interrompere questa partita ora che mi conviene perché sto vincendo mio caro. Io non ho paura. Io non mollo. Se i tifosi ci sono io ci sono”.

“Ma cos… Senti. Noi la partita la continuiamo. Se vuoi uscire dal campo fallo pure ma noi la partita la continuiamo”.

“………. come la continuate?”.

“Sì”.

“Ma… ma… Ah ma io vi ho capito. Voi vi eravate già messi d’accordo prima per giocare senza di me”.

“Eh?”.

“E’ chiaro. E’ tutto un inciucio che avete fatto con gli avversari. Mi avete costretto a uscire dal campo per poi continuare a giocare da soli contro la volontà dei tifosi”.

“Veramente i tifosi hanno pagato il biglietto per vedere una partita di 90 minuti e non una partita a chi segna vince. E poi che cazzo stai dicendo? Inciucio? Hai fatto tutto da solo. Te ne stai andando tu. Che c’entriamo noi?”

“Ah è così? La verità è che voi siete attaccati al campo da gioco”.

“Sì vabbé ciao”.

“Io non mollo”.

“Sì sì, buona panchina”.

“Il mio telefono è sempre acceso. Non serbo rancore”.

“Dai ragazzi riprendiamo”.

“Posso rientrare?”

“Fottiti”.

“Metto la maglia del governo giallo rosso anch’io”.

“Muori”.

“Bibbiano….. Il cuore… immacolato… la mamma e il papà. Arbitro!!! Arbitro Mattarella!”.

“Le partite durano 90 minuti. E’ la regola”.

“Ma…”

“90 minuti”.

“Il cuore… bibbia… non mol…”.

(Emilio Mola)

Brace sotto la cenere (1928-1944)

Nova et vetera

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Difficilmente, nel mondo scout cattolico italiano (AGESCI o FSE che sia) non abbiamo sentito parlare delle Aquile Randagie. Li raccontiamo – anche giustamente – ai fuochi di bivacco e durante le veglie con i ragazzi più grandi in reparto o in clan, nei campi formazione per capi. Racconti di uno scoutismo che resiste in clandestinità durante l’epoca fascista, a volte in modo molto eroico … basti pensare all’OSCAR. Storie fondanti per l’identità dello scoutismo italiano.

Perché lo scoutismo nasce e vive libero, non può essere altro che un’educazione alla libertà vera. Libertà e regimi totalitari non vanno di mano in mano. L’ASCI fu sciolta nel 1928, per volere del Papa Pio XI, a conseguenza delle leggi fascistissime, che volevano assorbire lo scoutismo nell’opera nazionale Balilla. Ma se il fuoco appare spento, e si vede solo la cenere, basta guardare un po’ più in profondità, per scoprire la brace che…

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W. A. Mozart e il “Miserere” di Gregorio Allegri

Nella tradizione della Chiesa Cattolica prima della riforma del Concilio Vaticano II, con Mattutino veniva indicata quella parte della Liturgia delle ore che oggi viene chiamata Ufficio delle letture e che scandisce le parti della giornata (Lodi mattutine, Vespri, Ufficio delle letture, Ora media, Completa). Il termine Mattutino si riferiva appunto al fatto che veniva recitato nelle prime ore del mattino. Il Mattutino era articolato in tre notturni, ognuno basato su un salmo, una lettura tratta dall’Antico Testamento e una dagli scritti dei Padri della Chiesa.

Probabilmente attorno al 1630, durante il pontificato di Urbano VIII, il compositore, sacerdote e cantore Gregorio Allegri (1582 ca.-1652), al servizio per la Cappella Sistina, compose l’opera che più tardi gli avrebbe dato la notorietà e lo avrebbe reso immortale: il Miserere dal salmo 51 (50). Il Miserere di Allegri è l’ultimo dei dodici composti e cantati a partire dal 1514, ed è anche il più famoso, considerato uno dei migliori esempi di polifonia rinascimentale. Seppure fosse caratterizzato da una sostanziale semplicità di note, la tradizione esecutiva della Cappella riusciva a dargli una sfumatura espressiva unica.

Gregorio ALLEGRI – Miserere Mei, Deus

Papa Urbano lo considerò così sacro che ne proibì la trascrizione e vietò che venisse eseguito altrove. Infatti veniva suonato a luci spente ed era fatto assoluto divieto per chiunque leggere o copiare lo spartito, proprietà esclusiva della Schola Cantorum della Cappella (la pena era la scomunica). Solo tre copie autorizzate uscirono dalla Cappella, per essere date in dono, rispettivamente, all’allora imperatore del Sacro Romano Impero, Leopoldo I, al Re del Portogallo e al compositore e musicologo Giovanni Battista Martini.

La mattina dell’11 aprile del 1770, durante il Servizio delle tenebre della Settimana Santa, ad ascoltare il Miserere di Allegri c’erano anche Leopold Mozart e il suo figliolo, l’allora quattordicenne Wolfgang Amadeus, in visita a Roma. I Mozart erano perfettamente al corrente della considerazione che il Papa aveva del Miserere e della minaccia di scomunica. Nonostante ciò, Wolfgang Amadeus, dopo aver ascoltato l’opera, la trascrisse interamente a memoria quello stesso giorno, e vi appose piccole correzioni due giorni più tardi. Il padre Leopold scrisse una lettera alla moglie nella quale comunicava che, nonostante il divieto e la minaccia di scomunica, Wolfgang aveva una copia del famoso Miserere, e che presto l’avrebbero portato a casa. Rassicurò quindi la moglie, in ansia per la situazione: “ Tutta Roma e persino il Papa stesso sa che l’ha trascritto. Non c’è assolutamente niente da temere, al contrario, l’impresa gli ha fruttato un grande credito”.

Dopo la trascrizione di Mozart la minaccia di scomunica venne tolta. Una prima copia fu stampata nel 1771 a Londra. Ma fu solo nel 1840 che lo spartito venne pubblicato (per opera del sacerdote romano Pietro Alfieri), comprendendo anche la particolare ornamentazione rinascimentale tramandata dagli interpreti della Cappella, nel tentativo di conservarne lo stile esecutivo e che rendeva il brano così di effetto.