Ricordi di una Milano sparita

Questa immagine mi scatena mille ricordi di una Piazza del Duomo che non esiste più.

Il cuore meneghino pulsava giorno e notte delle mille luci colorate dei neon delle “réclame” che animavano la piazza nelle lunghe notti invernali milanesi.

Pensare di rivederle sfavillare di fronte alla cattedrale oggi è impossibile, ma all’epoca della mia infanzia – negli anni ’60 e ’70 – davano un aspetto molto internazionale alla piazza.

Sembrava di essere in Piccadilly Circus a Londra o nella Fifth Avenue a New York e tutto ciò ci faceva sentire tanto “cittadini del mondo” integrati nel benessere.

Noi e i nostri genitori assaporavamo, anche in questo modo, quel “miracolo economico” tanto pervicacemente da loro voluto e conquistato con il duro lavoro, dopo essersi faticosamente rialzati da una lunga e sanguinosa guerra fratricida.

In quei momenti tutto si poteva giustificare e tollerare in nome del progresso, anche le mille sfavillanti luci colorate delle “réclame” al neon in Piazza del Duomo a Milano…

di Andrea Donaera [Le Regole del gioco].

Caro signor Praték, io non dormo più. Caro signor Praték, mi scusi, che comincio così, è un poco un’ossessione questa cosa oramai, del dormire, ma io, veramente, non dormo più, che, mi voglio spiegare, mi deve credere, la notte mi metto, lì, nel letto, e dopo non so […]

via Carla Dondi al signor Praték (Lettere delle eroine, 14) — vibrisse, bollettino

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La ragazza Carla è un poemetto scritto da Elio Pagliarani (Viserba, 25 maggio 1927–Roma, 8 marzo 2012).

Appartiene all’ultima sezione di La ragazza Carla e altre poesie pubblicato da Mondadori nel 1962 ed è un poemetto polimetro di tre capitoli. La protagonista del racconto è la diciassettenne Carla Dondi che vive in una modesta casa della periferia di Milano con la madre vedova che fa la pantofolaia, la sorella Nerina e il cognato Angelo. Carla, frequenta le scuole serali per diventare segretaria e presto trova un impiego presso una grossa ditta commerciale che traffica su ampio mercato internazionale

Testo e note critiche su ombradelleparole.wordpress.com

 

 

Le 3 lezioni di Chernobyl (e di Fukushima)

[energie rinnovabili]

Si può andare incontro alle nuove esigenze energetiche con fiducia solo se siamo informati che il cambiamento climatico ci chiede di aumentare le energie alternative e rinnovabili.
Sono passati 30 anni da quando in Italia si è scelto di cambiare, ma non è stato fatto molto. 30 persi dimenticando quello che successe a Chernobyl, molti non eravate neanche nati o eravate troppo piccoli per rendersi conto di quanto era successo.

La caduta dell’unione sovietica ha poi aggiunto aggiunto oblio sui danni a lungo termine che nessuno ha contabilizzato.

Per chi volesse approfondire, basta leggere – nel post che segue – quanti danni ha causato la sola mancanza di prime informazioni.

Risorse Economia Ambiente

chernobyl_28_2

C’è un motivo se l’anniversario di Chernobyl cade nella serata di oggi, e non due giorni fa. 

E c’è un altro anniversario, quello della radioattività lasciateci in eredità da Chernobyl, che cadrà tra due mesi.

Di Dario Faccini

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Buccia di Banana/Ciaone (ammazzati!)

[nuovi cafoni]
Il ‪#‎ciaone‬ è vecchio ed è già morto.
Io l’avevo già messo in archivio come tante altre cose “giovanilistiche”, che poi tanto giovani non sono.
Se volete saperne di più qui su questo post dell’anno scorso c’è una bella analisi di questo “fenomeno”.

I HATE BANANAS

buccianewstyle

L’evoluzione della lingua è qualcosa che segue meccanismi oscuri, tipo che qualcuno si sveglia una mattina, comincia a dire una parola a caso che suona “ganza” alle orecchie dei più e questi diventano moltiplicatori di un modo di dire nuovo. Ora, se la parola in questione aggiungesse qualcosa di nuovo, colmando una mancanza linguistica, saremmo tutti felici e contenti. Ma quando leggi che l’hashtag dell’anno è #CIAONE, lo vedi scritto ovunque e lo senti pronunciare più spesso del comune “buongiorno“, un moto rivoluzionario a tratti omicida parte dal profondo…IMG_5574

Il povero “ciao” è stato storpiato a favore della sua versione ingigantita dal suffisso -ONE e portato in auge da film e personaggi nostrani (tra l’altro colti e raffinati come la principessina dall’ugola d’oro Emma Marrone) che lo hanno trasformato in un vero tormentone linguistico. “E’ troppo più brava…cioè, Ciaone” –…

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Coltivo la rosa bianca

Cantiere poesia

Cultivo una rosa blanca

en julio como en enero,

para el amigo sincero

que me da su mano franca.

Y para el cruel que me arranca

el corazon con que vivo,

cardo ni ortiga cultivo,

cultivo una rosa blanca.

§

Coltivo una rosa bianca,

in luglio come in gennaio,

per l’amico sincero

che mi porge la sua mano franca.

E per il crudele che mi strappa

il cuore con cui vivo,

né il cardo né ortica coltivo:

coltivo la rosa bianca.

JOSÉ MARTÍ

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Le cicogne scelgono il junk food e non migrano più

E’ veramente un peccato leggere che questi imponenti e bellissimi volatili si siano ridotti a questo stile di vita.

OggiScienza

junk Molti uccelli migratori, tra cui le cicogne, hanno modificato il comportamento a causa dell’influenza delle attività umane. Crediti immagine: University of East Anglia

WHAAAT? Il venerdì casual della scienza – Non è qualcosa di cui vantarsi, ma non siamo l’unica specie che ha un problema con il junk food. Anche le cicogne bianche non possono resistervi, ma l’aspetto inquietante è che la colpa è nostra: a partire dalla metà degli anni Ottanta molte hanno smesso di migrare dall’Europa verso l’Africa e si fermano tra Spagna e Portogallo, dove mangiano tutto quello che trovano nelle discariche.

Sono sempre più le specie di uccelli migratori che cambiano il loro comportamento in risposta a influenze antropiche (non ultimo il cambiamento climatico) e a sollevare il problema sono i ricercatori della University of East Anglia su Movement Ecology: le cicogne fanno a tal punto affidamento su questa nuova fonte di cibo…

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Storia di un tesoro italiano perduto: il Gra-car

Scopro con piacere che c’è chi ha voluto condividere la mia foto della signorina Maddalena. Serbo un bel ricordo dei racconti che mi fece.

Qui https://goo.gl/photos/j1DkibxUno9uZFUN8 ci sono altre immagini che immortalai quell’agosto del 2010 e che condivido altrettanto volentieri con tutti coloro amano la Certosa di Pavia e i suoi tesori perduti.

Gradirei solo che gli autori dei blog, quando usano delle foto (anche se di pubblico dominio) avessero il buon gusto di mettere almeno un riferimento all’autore (visto che è conosciuto) e magari un link alla fonte delle foto (http://maurimarzano.blogspot.it/2012/02/gracar-il-liquore-della-certosa.html.

 

La mia foto l’ho vista in questo post: Storia di un tesoro italiano perduto: il Gra-car

Cittadini liberi

direfarebaciare

di Sabrina Tavazza *

Che bella la generazione Maurici!
Ho 45 anni, ho due figli di 11 e 8 anni, sono diventata quella che sono: madre, donna, professionista; perché i miei genitori seppur di origine proletaria, hanno sempre creduto che la cultura, il sapere, fosse per la vita la miglior difesa.
La mia Pavia con la Sua Università e la Sua Bella Gente mi ha dato tutto.
Era luglio 2013 quando un “amico” mi disse «…farai la fine dell’Avvocato Maurici…»
Che voleva dire l’“amico”!? perché associarmi all’Avvocato Maurici, che io nemmeno conoscevo?
Il mio “amico” dopo quella profezia smise di parlarmi: perché ?!
Oggi dico grazie alla mia Pavia, perché mi ha dato la possibilità di conoscere l’Avvocato Francesco Maurici.
Oggi dico grazie all’“amico” perché il suo contegno omertoso mi ha obbligato a conoscere il Maurici proprio per cercare un senso alla sua affermazione, e ancor di più a quel…

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